Pistare v.t.

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Pestare, picchiare; battere, sbattere.

È usato anche intransitivamente per “cadere”, con un violento impatto a terra o contro un ostacolo.

– Igj’e’ pistato en tera ch’i parea morto, secco, duro e sticchito com’un baccala’ .

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F – Freddóro o Friddùra

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Immaginesm. – (sec. XVIII; da raffreddare) Stato infiammatorio della mucosa nasale, detto comunemente raffreddore , caratterizzato da bruciore alle narici, cefalea, scolo nasale, che può durare in genere, 4-5 giorni. Il raffreddore, sul cui andamento incidono fortemente i fattori ambientali, si osserva specialmente in autunno o in inverno. La sintomatologia è caratterizzata da starnuti, secreto dalle narici, la cui consistenza può anche essere mucopurulenta, respirazione difficoltosa, gonfiore dei seni infraorbitali, congiuntivite ed edema dei tessuti molli della faccia.

Es : “…con questa stagión, aggàn pighjàto tutti la friddùra…”

SGABEI A LA MASSESA (PANZANELE)

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SGABEI-AL-salameweb

Cos’ai vo’:
Farina bianca 500 gr.
Lievito de bira 25 gr.
acqua tiepida 250 cc.
Salo quanto i baste
Olio extra vergine de ulìa

Preparazion :
Fate sciogliere el lievito de bira en te l’acqua tiepida, po’ mettete la farina en te la spianatoia e fate un incavo en tel centro (la funtana), versati l’acqua e un popo’ de salo, lavorate ben el tutto cusci’ potrete ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Lasciatelo li’ tranquilo a lievitare un par d’ore coperto da un asciughin. Trascorso el tempo richiesto, stendete con un mattarelo ‘na sfoglia sottile, e tagliatela a pizzittin lunghi circa 15 cm. e larghi 3/4 cm. Fate riposare ancammo’ la pasta cusci’ preparata per altri 20 minuti circa (questo passaggio ighje’ fondamentalo) po’ friggeteli en t’una padela bela larga, con un mucchjo de olio extra vergine de ulìa bollento. Quando ighj’assumeran un bel coloro dorato, da tutt’e do’ le parti, scolateli en t ‘una carta assorbenta per fritture e buttati en cimo el salo.

Cunsighjo : La so’ morte a cena, a l’e’ con affettati misti, stracchin o com’a ve parea voia’, ma ighjen bon anche per la merenda cusci’ com’ighjen o magari cosparsi de zucchero o empiti de nutela.

B – Balzaculo

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Balzacùlo

sm. – (sec. XV; da balza + lat. culus) – Capriola, capitombolo, anche caduta.  Nei paesi montani alla destra del Frigido si usa invece battacùlo, batticùlo, batìculo.

Es : “..ho fatto un balzacùlo…..dal letto…….da una scràna…..da un muretto…”

R – Ramata

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Ramàta

sf. – (sec. XIII: dal lat. ramus, ramo) – a) – Grata molto fitta di fili metallici per finestre e aperture varie:

Es : “…a le finestre a i và misa la ramàta…”

b) – Si intende anche “acqua ramata” che si spruzza nella vite per proteggerla dagli insetti e dalla fillossera. Il prodotto usato per questa funzione era di composizione variabile ma prossima a quella di un carbonato basico di rame più o meno idratato.

Es : “…a la vigna a i và dato el verderàmo…o l’acqua ramàta…”

S – Schjòppo

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Schjòppo

sm. – (sec. XVI; dal lat. volg. stloppus) Archibugio o fucile a canna liscia, atto a impiegare munizione spezzata e destinato alla caccia. A differenza dei fucili militari, lo schjòppo è piuttosto leggero e maneggevole e ha la cassa che termina circa a metà canna. In riferimento ad una distanza non superiore alla gittata di uno schjòppo, quindi abbastanza vicino:

Es : “Marina a l’e’ a un tiro de schjòppo…”